| | Il giorno 1 luglio 2005 in Raviscanina nell'Auditorium Gaudium et Spes nel corso del Convegno di Studio Terra di Lavoro Terra di Santi sul tema "Eremiti e monachesimo nell' Alta terra di Lavoro da Benedetto a Celestino", i Convegnisti - Prof. Onorato Bucci ( Università di Roma e Pontificio Ateneo Lateranense)
- Don Alberto Coratti e Don Igino Vona Abbazia Cistercense di Casamari
- Dott. Luigi Di Cosmo Centro Studi sul Medievo S. Angelo di Ravecanina e Gruppo Archeologico Rufrium
- Prof. Luigi Romolo Cielo Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa,
- Avv. Domenico Caiazza Ispettore Onorario della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta
rilevato che dalle Relazioni svolte emerge la eccezionale rilevanza architettonica, artistica e storica della Abbazia Cistercense di Santa Maria della Ferrara sita in Vairano Patenora, che un tempo accolse monacazioni illustri come quella di Malgerio Sorel , signore di Torcino e Sant' Agata, falconiere di Federico II, e di Benedetto suo converso morto in fama di santità, ebbe ed inviò ad altre Abbazie abbati famosi per pietà e capacità , vide le fatiche del suo Anonimo Cronista che annotò vicende e leggende fondamentali per la storia e la cultura della collettività municipali della Campania settentrionale, fu crocevia di viaggiatori e Cavalieri, come i Cavalieri Teutonici che narrarono di aver visto in Palestina l' Ebreo Errante, ed ospitò due volte l ' Imperatore Federico II e monaci venerandi tra i quali con ogni probabilità Gioacchino da Fiore e Fra Pietro del Morrone assurto al Soglio col nome di Celestino V;
osservato che dalle stesse relazioni emerge con drammatica chiarezza che dopo la confisca di epoca napoleonica l'abbazia è stata prima adibita a lavori agricoli e poi abbandonata ed oggi giace in rovina; che la chiesa un tempo ammirabile per proporzioni ed ardimento architettonico è in buona parte crollata ed è addirittura invasa dal bosco dai rovi, sino ad essere ridotta ad asilo di animali selvatici; e che è minacciata di crollo e distruzione persino la Cappella funeraria di Malgerio Sorel, pregevole per gli affreschi ed il ritmo gotico della del XIII secolo, che probabilmente tramandano anche l'effigie di Pietro del Morrone;
su proposta del Presidente della seduta pomeridiana prof. Onorato Bucci , confortata dall' impegno ad intervenire, per quanto di competenza, espresso dal Prof. Alessandro De Franciscis Presidente della Provincia di Caserta, erede della storica Provincia di Terra di Lavoro e ribadito dall' Arch. Francesco Canestrini della Soprintendenza ai monumenti di Caserta, nonch‚ dal plauso dell'assemblea, all'unanimità accolgono ed approvano la seguente mozione:
di fare appello al mondo della cultura, della spiritualità, dell' economia , della politica ed alle Amministrazioni comunali, Provinciali, regionali e statali competenti, nonchè‚ alle Istituzioni religiose e ed a tutti gli uomini di buona volontà perchè‚ la storica abbazia di Santa Maria della Ferrara, capolavoro gotico del XII secolo sia preferibilmente acquisita alla mano pubblica e comunque sia oggetto di interventi urgenti ed indilazionabili di disbosco, sfrascamento, e rilievo, finalizzati alla progettazione e realizzazione di opere provvisionali e di consolidamento e restauro della chiesa e delle strutture badiali. Interventi tutti finalizzati anche alla fruibilità futura del Monumento ed all'inserimento dello stesso in un circuito di turismo culturale e religioso data la prossimità dei grandi poli monastici di Montecassino, S. Vincenzo al Volturno, Casamari. Di impegnare se stessi ed altresì le istituzioni scientifiche, tra le quali il Centro Studi organizzatore del Convegno ad ulteriori indagini studi e ricerche sulla storica Abbazia e di demandare al Centro Studi organizzatore del presente convegno e per esso al Presidente Avv. Domenico Caiazza la trasmissione e diffusione del presente appello.
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