Benvenuto su Premio Internazionale I Sanniti
Home Tuo Account FAQ Argomenti Contenuti Invia un Articolo Top 10
  Salve Anonimo!    

Utenti connessi
In questo momento ci sono, 12 Visitatori(e) e 0 Utenti(e) nel sito.

Non ci conosciamo ancora? Registrati gratuitamente Qui

Ricerche



Agenda comune

Questo pulsante accede al calendario condiviso, avrai bisogno di registrarti su google, ma ne vale la pena.
Rivoluzionario, come sempre da Google, per organizzare e gestire gli eventi ed i propri impegni.

Login
Nickname

Password

Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.

Controlla la Velocità della connessione
Click per controllare
 Speakeasy Speed Test

Menù Collaboratori


Premio I Sanniti: La prefazione del premio 2004
Postato il Venerdì, 24 giugno @ 00:00:00 CEST di saphinim

Il Premio Internazionale I Sanniti

L'atleta del Cila, il bronzetto ispirato alla grande statuaria greca e plasmato da mani sapienti di un artigiano campano-sannita, dissepolto negli anni 30 dello scorso secolo ed oggi conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ricreato, quale simbolo del Premio I Sanniti dall'arte del Prof. Alessandro Parisi, Scultore di Alife, e dunque ideale erede dei Sanniti, ha ripreso la sua corsa.
E, dopo Adriano La Regina, ha raggiunto Giovanni Colonna, insigne studioso delle antichità italiche ed Accademico dei Lincei, che per qualità e quantità di opere è esempio eccezionale di dedizione all'archeologia e di feconda laboriosità scientifica.
La copiosa bibliografia e i profili dello studioso contenuti in questo volume dimostrano in maniera esemplare l'importanza dell'opera di Giovanni Colonna, nel campo dell'antichistica.
Ma credo di poter aggiungere che il Corridore non poteva finire in mani migliori o sotto occhi più esperti, poiché Giovanni Colonna ha dedicato importanti , studi alla bronzistica umbra e sabellica, ad esempio alla testa da San Giovanni Lipioni, e soprattutto ha restituito dignità di arte alla sterminata messe delle sculture sabelliche, prima di lui dispersa e misconosciuta.
Risvegliate da millenario sonno prima dai vomeri e dalle zappe dei contadini abruzzesi e molisani, poi dagli scavi borbonici, infine durante le captazioni di fonti, l'apertura di strade o scavi di fondazione affioravano a migliaia le statuine bronzee di Èrcole, Giove, Marte, Atena.
Finivano talora rifuse, altre nelle dimore di famiglie facoltose, le più fortunate nelle raccolte museali, e di talune si ammirava la fattura, di altre più spesso si deprecava la rozzezza. Ma, allo sguardo dei più ed anche degli addetti ai lavori troppo avvezzi agli splendidi bronzi greci e romani, sembrava nel complesso materia di poco conto sino a quando non è apparso lo studio di Giovanni Colonna sui bronzetti votivi umbro-sabellici.
Formando un primo catalogo dei bronzi, ha restituito dignità d'arte ai reperti, agli ignoti artefici, contribuendo ad aprire squarci sui modelli, sui gusti, i miti e i culti ed ideologie della committenza delle statuine degli dei e degli eroi sabellici.
Sono state così stimolate altre importanti ricerche su questi bronzi, sicché l'opera, pur sinora compiuta, ha assunto un ruolo determinante nel processo di rivalutazione del mondo italico al quale Colonna ha contribuito con molteplici pubblicazioni.
Da una di queste, la splendida voce Italica Arte, dell'Enciclopedia dell'Arte Antica Classica e Orientale abbiamo tratto il titolo di questo volume che intende celebrare, con il grande Maestro degli studi sui Sanniti, questo popolo che non fu solo valorosissimo ma anche una grande civiltà. Di questa non si perse mai il ricordo se, dopo lunghi secoli, quando venne la fine anche dell'Impero Romano e poi quella della Longobardia Maggiore, piegata da Carlo Magno, persine i capi dei fieri longobardi meridionali, radunate le reliquie della propria gente, scelsero per se il titolo di Dux Samnitium.
Giovanni Colonna dopo aver iniziato la sua prestigiosa carriera con studi di argomento sannitico anche quando ha dedicato maggiore interesse agli Etruschi, egli non li ha mai abbandonati, compiendo frequenti riflessioni scientifiche su tematiche abruzzesi, molisane o campane.
Egli è, inoltre, anche un pioniere degli studi sull'insediamento sannitico poiché per primo raccolse, negli anni 60 dello scorso secolo, l'appello del Maiuri che aveva auspicato per le cinte sannitiche di Molise e Campania "la dura milizia dell'esplorazione e dello scavo".
Iniziò infatti gli scavi di Terravecchia di Saepinum e Monte Fallano, due città importantissime dell'antico Sannio Pentro, dischiudendo così una stagione di studi entusiasmanti e fecondi, alla quale va, forse, anche il merito di aver contribuito, a dare ulteriore impulso ai nascenti interessi sanniti di Adriano La Regina, che diede inizio al rilevamento e studio sistematico delle cinte sannitiche.
Come il volume dedicato lo scorso anno ad Adriano La Regina, anche questo libro è cresciuto in fretta, ben oltre le previsioni iniziali, e lo spontaneo entusiasmo col quale tanti e qualificati studiosi dell' antichità, appartenenti alle Università di Milano, Pisa, Firenze, Perugia, Chieti-Pescara, Roma, Campobasso, Salerno, Lecce, ed archeologi Campani, Marsicani, hanno accettato di partecipare credo sia la prova, oltre che del prestigio di Giovanni Colonna, anche del fatto che il Premio I Sanniti muove bene i suoi primi passi.
Devo rinnovare alle Autrici ed Autori il grazie mio e del Premio, poiché coi loro contributi, redatti con estremo rigore, pur sotto la pressione dell' imminente scadenza, oltre a celebrare i meriti del Vincitore, hanno gettato nuova luce sulle genti che popolarono l'Appennino in età preromana proprio nei filoni prediletti da Giovanni Colonna: il sacro, la scultura, l'epigrafia, la storia della gens fortissima Italiae.
È questo, sicuramente più ancora del pur splendido bronzo del Corridore, che da onore a Colonna e spessore al Premio, e che ha contribuito all'interesse cordiale e fattivo verso lo stesso sia della Banca Capasse Antonio Spa, in persona del Presidente dr. Salvatore Capasse, sia delle istituzioni come la Comunità Montana del Matese ed i comuni di Alife, Pontelatone, Raviscanina, Valle Agricola, Baia e Latina, Presenzano, che hanno contribuito alla realizzazione del Premio, dimostrando di essere attenti al presente ma non immemori del glorioso passato di questa Terra. Li ringrazio di cuore, insieme a tutti i membri del Comitato del Premio, ed in particolare al dr. Èrcole De Cesare, Presidente del Club organizzatore al dr. Giuseppe Monti, al dr. Antonio Porreca, ed a Vincenzo Vallone, ed al personale della Arti Grafiche Grillo, tanto cortese quanto competente e paziente.
Pietramelara, 4 aprile 2005
Domenico Caiazza

 
Links Correlati
· Inoltre Il Premio Internazionale I Sanniti
· News by saphinim


Articolo più letto relativo a Il Premio Internazionale I Sanniti:
I Sanniti - G. Tagliamonte


Gradimento articolo
Gradimento medio: 4.33
Voti: 6


Presta un attimo di attenzione e vota questo articolo:

Eccellente
Molto Buono
Buono
Normale
Cattivo


Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile




Tutti i logo e i marchi utilizzati in questo sito appartengono ai rispettivi proprietari. I commenti a coloro che li hanno espressi. Ogni altro contenuto al sodalizio Gran Premio I Sanniti.
PHP-Nuke Copyright © 2005 by Francisco Burzi. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license.
Generazione pagina: 0.22 Secondi